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Pensato per chi gestisce dieci, cinquanta, duecento clienti.

Per un MSP, la documentazione non è un archivio: è parte del servizio. Quando un cliente chiama nel panico, quando entra un nuovo tecnico o quando bisogna ricostruire una configurazione fatta mesi prima, le informazioni devono essere già tutte pronte, alla portata di un click. Docugarden serve a questo: ridurre l’improvvisazione e garantirti sicurezza e serenità nella gestione quotidiana del tuo MSP. Quando non ti devi preoccupare del tempo che perderesti a cercare di ricostruire le informazioni, puoi davvero dedicarti alla crescita della tua azienda.

Le password stanno in un Excel. La rete sta nella testa di Marco.

Se hai iniziato a leggere questa pagina, probabilmente non abbiamo bisogno di spiegartelo. Ma vale la pena metterlo per iscritto, perché a volte il problema si vede meglio guardandolo da fuori.

Gestisci tra dieci e duecento clienti. Ogni cliente ha la sua logica, le sue sedi, il suo parco asset, i suoi contratti. I tuoi tecnici sono tre, cinque, dodici, non importa: ciascuno ha sviluppato i suoi appunti, le sue abitudini, le sue cartelle. Le password dei clienti più vecchi stanno in un Excel crittografato che solo Paolo sa aprire. Gli schemi di rete sono nella testa di Marco, che in azienda ci lavora da otto anni. I contratti di assistenza sono in una cartella condivisa con un nome generico, aperta l’ultima volta a dicembre. Le procedure di onboarding di un nuovo cliente dipendono da chi è di turno quel giorno.

Tutto funziona. Anche molto bene. Finché. Finché Paolo non si licenzia. Finché Marco non si prende un mese di aspettativa. Finché un cliente non chiede un audit. Finché non ti candidi a un cliente più grande che ti chiede le evidenze NIS2 nell’offerta. Finché un tuo socio non decide che è il momento di vendere l’azienda e l’acquirente entra in due diligence chiedendo di vedere la documentazione.

Nel gergo del settore, questo si chiama “silos di conoscenza”: informazioni fondamentali frammentate su supporti diversi, o peggio, che risiedono solo nella mente di uno o due tecnici. Docugarden è stato costruito esplicitamente per risolverlo.

Cosa cambia, concretamente

Multi-cliente, multi-sede dalla radice

Come MSP vedi tutti i tuoi clienti in un’unica vista, e per ogni cliente vedi tutte le sedi operative. I permessi si assegnano con granularità: un tecnico può avere accesso completo a tre clienti e in sola lettura ad altri due; un tecnico senior può vedere tutto; un junior appena arrivato può lavorare solo sulle aziende su cui è stato assegnato. Nessun workaround, nessun tenant separato da mantenere, nessuna duplicazione di dati.

Onboarding dei nuovi tecnici accelerato

Un nuovo tecnico inserito nel team diventa produttivo in giorni, non settimane. La documentazione strutturata sostituisce la formula universale “chiedi a Mario che lui sa dove sono le cose”. In un settore in cui i tecnici qualificati sono rari e costosi, la capacità di inserirli velocemente — e quindi di allargare la squadra senza che i senior diventino un collo di bottiglia — è una leva di crescita.

Scadenze che non ti sfuggono più

Certificati SSL, domini, garanzie hardware, licenze software, contratti di assistenza: tutto finisce automaticamente nel raccoglitore scadenze. Una sola vista per tutti i clienti, ordinata per urgenza. È la fine delle email di emergenza di venerdì pomeriggio perché “abbiamo scoperto che il certificato è scaduto”.

Troubleshooting più veloce

La rete di relazioni tra oggetti (server → switch → password → contratto) si naviga con un click. Il tecnico trova quello che gli serve mentre è al telefono col cliente, non dopo. Può sembrare un dettaglio, ma moltiplicato per il numero di ticket che processi ogni giorno, diventa una riduzione sensibile del tempo medio di risoluzione — il KPI che, alla fine dell’anno, determina la tua capacità di scalare senza assumere.

Onboarding dei nuovi clienti standardizzato

La standardizzazione dei processi è la condizione per scalare. Con le checklist di DocuGarden, ogni onboarding di un nuovo cliente segue lo stesso flusso: mappatura asset, configurazione backup, inserimento credenziali, definizione del contratto di servizio, handoff al tecnico assegnato. Ogni esecuzione resta tracciata: se qualcosa va storto, si torna sulla checklist e si aggiusta — la prossima volta sarà diverso.

La NIS2 ha trasformato la documentazione da buona pratica a requisito.

La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, ha introdotto obblighi di sicurezza per oltre sedicimila aziende italiane, con scadenze operative già in corso: obbligo di notifica degli incidenti attivo dal 1° gennaio 2026, misure di sicurezza da implementare entro ottobre 2026, sanzioni fino a dieci milioni di euro o al due per cento del fatturato.

L’effetto a cascata è che anche le PMI non direttamente soggette sono coinvolte: i loro clienti NIS2 pretendono garanzie lungo la supply chain. Per un MSP, questo ha due conseguenze. La prima: i tuoi clienti ti chiederanno evidenze, inventario degli asset, log degli accessi, procedure documentate, piano di risposta agli incidenti. Molti te le stanno già chiedendo. Se oggi rispondi “certo, ti preparo un documento”, significa che qualcuno passerà due giorni a mettere in ordine cose che dovrebbero essere ordinate tutti i giorni. Con Docugarden le evidenze non vanno “preparate”: esistono già, e le si esporta. La seconda: la NIS2 è anche un’occasione commerciale. Puoi offrire ai tuoi clienti l’opportunità di ricevere report, lista scadenze e audit in modo periodico, un servizio generalmente fornito a pagamento, ma che Docugarden ti rende facile con pochissimi click. Non a caso “Inventario asset NIS2” è oggi tra le query più cercate dai responsabili IT italiani: la domanda c’è, chi risponde bene vince.

Parla la lingua del tuo stack

Docugarden non pretende di sostituire i tuoi strumenti. Ci si integra.

Il tuo stack operativo è fatto di RMM, PSA, backup, endpoint security, suite di produttività. Non ha senso che un tool di documentazione arrivi e ti chieda di abbandonare o duplicare nulla. La nostra roadmap di integrazioni native copre i tool più usati dal mercato MSP italiano ed europeo:

  • RMM: NinjaOne, N-able N-Central, N-able N-Sight, Datto RMM, Atera, Tactical RMM, Kaseya VSA
  • PSA: HaloPSA, ConnectWise, Kaseya BMS
  • Backup e sicurezza: Acronis, SentinelOne
  • Inventory e discovery: Lansweeper, Liongard, Domotz
  • Suite di lavoro: Microsoft 365, Google Workspace
  • Altri: Cloudflare, Bitwarden, Nethesis NethServer e NethSecurity

La priorità di sviluppo di queste integrazioni sarà guidata dai feedback raccolti nella beta e dalle richieste dei primi clienti. Se c’è un tool fondamentale per te che non vedi in lista, facci avere il feedback: la roadmap si scrive con voi, non al posto vostro.

Un mercato in movimento, strumenti che non ti seguono

In Italia risultano circa 3.100 MSP attivi secondo i dati Compubase del 2025, di cui quasi la metà (1.566) offre anche servizi di sicurezza gestita come MSSP. Il mercato italiano della cybersecurity ha toccato i 2,48 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 15% sull’anno precedente, secondo l’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano. È un settore che si sta ampliando e consolidando al tempo stesso: l’outsourcing IT, ancora in ritardo rispetto ai paesi anglosassoni, sta recuperando terreno anche per effetto della pressione normativa. In questo contesto, la maggioranza degli MSP italiani non usa un tool strutturato di documentazione, resta su Excel, wiki improvvisati, file sparsi, oppure si appoggia a soluzioni di matrice americana che, pur funzionando, non sono progettate per il nostro mercato. Contratti pluriennali, tariffe in dollari, dati che transitano o permangono su server extra-UE, supporto in un fuso orario diverso: non sono dettagli, sono attriti quotidiani. Docugarden è l’alternativa europea. Non perché siamo “meno americani”, ma perché il prodotto è stato pensato dall’inizio con una sensibilità diversa: al quadro normativo in cui operi, ai margini di un MSP italiano (che non sono quelli di un MSP di Chicago), alla necessità di un supporto in italiano, ad un tessuto imprenditoriale profondamente differente, alla possibilità di visitare un cliente europeo con un contratto in euro.

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