Pensato per chi gestisce dieci, cinquanta, duecento clienti.
Le password stanno in un Excel. La rete sta nella testa di Marco.
Se hai iniziato a leggere questa pagina, probabilmente non abbiamo bisogno di spiegartelo. Ma vale la pena metterlo per iscritto, perché a volte il problema si vede meglio guardandolo da fuori.
Gestisci tra dieci e duecento clienti. Ogni cliente ha la sua logica, le sue sedi, il suo parco asset, i suoi contratti. I tuoi tecnici sono tre, cinque, dodici, non importa: ciascuno ha sviluppato i suoi appunti, le sue abitudini, le sue cartelle. Le password dei clienti più vecchi stanno in un Excel crittografato che solo Paolo sa aprire. Gli schemi di rete sono nella testa di Marco, che in azienda ci lavora da otto anni. I contratti di assistenza sono in una cartella condivisa con un nome generico, aperta l’ultima volta a dicembre. Le procedure di onboarding di un nuovo cliente dipendono da chi è di turno quel giorno.
Tutto funziona. Anche molto bene. Finché. Finché Paolo non si licenzia. Finché Marco non si prende un mese di aspettativa. Finché un cliente non chiede un audit. Finché non ti candidi a un cliente più grande che ti chiede le evidenze NIS2 nell’offerta. Finché un tuo socio non decide che è il momento di vendere l’azienda e l’acquirente entra in due diligence chiedendo di vedere la documentazione.
Nel gergo del settore, questo si chiama “silos di conoscenza”: informazioni fondamentali frammentate su supporti diversi, o peggio, che risiedono solo nella mente di uno o due tecnici. Docugarden è stato costruito esplicitamente per risolverlo.

Cosa cambia, concretamente
Multi-cliente, multi-sede dalla radice
Onboarding dei nuovi tecnici accelerato
Scadenze che non ti sfuggono più
Troubleshooting più veloce
Onboarding dei nuovi clienti standardizzato
La NIS2 ha trasformato la documentazione da buona pratica a requisito.
La direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, ha introdotto obblighi di sicurezza per oltre sedicimila aziende italiane, con scadenze operative già in corso: obbligo di notifica degli incidenti attivo dal 1° gennaio 2026, misure di sicurezza da implementare entro ottobre 2026, sanzioni fino a dieci milioni di euro o al due per cento del fatturato.
L’effetto a cascata è che anche le PMI non direttamente soggette sono coinvolte: i loro clienti NIS2 pretendono garanzie lungo la supply chain. Per un MSP, questo ha due conseguenze. La prima: i tuoi clienti ti chiederanno evidenze, inventario degli asset, log degli accessi, procedure documentate, piano di risposta agli incidenti. Molti te le stanno già chiedendo. Se oggi rispondi “certo, ti preparo un documento”, significa che qualcuno passerà due giorni a mettere in ordine cose che dovrebbero essere ordinate tutti i giorni. Con Docugarden le evidenze non vanno “preparate”: esistono già, e le si esporta. La seconda: la NIS2 è anche un’occasione commerciale. Puoi offrire ai tuoi clienti l’opportunità di ricevere report, lista scadenze e audit in modo periodico, un servizio generalmente fornito a pagamento, ma che Docugarden ti rende facile con pochissimi click. Non a caso “Inventario asset NIS2” è oggi tra le query più cercate dai responsabili IT italiani: la domanda c’è, chi risponde bene vince.

Parla la lingua del tuo stack

Docugarden non pretende di sostituire i tuoi strumenti. Ci si integra.
Il tuo stack operativo è fatto di RMM, PSA, backup, endpoint security, suite di produttività. Non ha senso che un tool di documentazione arrivi e ti chieda di abbandonare o duplicare nulla. La nostra roadmap di integrazioni native copre i tool più usati dal mercato MSP italiano ed europeo:
- RMM: NinjaOne, N-able N-Central, N-able N-Sight, Datto RMM, Atera, Tactical RMM, Kaseya VSA
- PSA: HaloPSA, ConnectWise, Kaseya BMS
- Backup e sicurezza: Acronis, SentinelOne
- Inventory e discovery: Lansweeper, Liongard, Domotz
- Suite di lavoro: Microsoft 365, Google Workspace
- Altri: Cloudflare, Bitwarden, Nethesis NethServer e NethSecurity
La priorità di sviluppo di queste integrazioni sarà guidata dai feedback raccolti nella beta e dalle richieste dei primi clienti. Se c’è un tool fondamentale per te che non vedi in lista, facci avere il feedback: la roadmap si scrive con voi, non al posto vostro.